Greenwashing, l’altra faccia della corsa al Green Deal

28 Agosto 2025

Il 2025 avrebbe dovuto segnare una svolta nella lotta al greenwashing. Direttive più severe, criteri ambientali minimi sempre più diffusi e controlli rafforzati. Eppure, secondo il Rapporto Greenwashing 2025, il fenomeno non accenna a diminuire: anzi, si rafforza.

Perché il greenwashing continua a crescere

La crescente domanda di sostenibilità è un incentivo potente. Più i consumatori cercano prodotti “green”, più le aziende hanno convenienza a mostrarsi tali, anche senza cambiamenti sostanziali. Non si tratta più di slogan palesemente falsi, ma di pratiche sottili: claim parziali, dati incompleti, certificazioni poco trasparenti. Un terreno fertile, favorito da controlli ancora lenti e da normative che si applicano soprattutto alle grandi imprese, lasciando ampi margini alle PMI.

L’impatto su consumatori e mercato

Le conseguenze sono evidenti. I consumatori, bombardati da messaggi ambientali, faticano a distinguere tra reale sostenibilità e marketing di facciata. La fiducia cala, e con essa il valore di chi investe davvero in innovazione e processi circolari. La concorrenza sleale rischia così di rallentare la transizione ecologica, rendendo il mercato più opaco e meno efficiente.

Le nuove maschere del greenwashing

Oggi il fenomeno assume forme diverse: non solo “verde”, ma anche social washing ed ESG washing, dove la comunicazione di responsabilità sociale o performance finanziarie sostenibili copre pratiche ben meno virtuose. Si sposta l’attenzione su iniziative collaterali, mentre i processi core restano invariati.

Come difendersi: misure pratiche

Contrastare il fenomeno richiede regole più chiare e sanzioni più incisive, ma anche consumatori più consapevoli. Alcuni strumenti concreti aiutano a non cadere nella trappola:

  • Verificare la presenza di certificazioni indipendenti (Ecolabel UE, FSC, Fairtrade).

  • Diffidare da slogan generici come “naturale” o “eco-friendly” senza dati di supporto.

  • Premiare la trasparenza: aziende credibili pubblicano obiettivi e risultati verificabili.

  • Valutare la coerenza complessiva: un singolo prodotto green non compensa un modello industriale inquinante.

La sfida del 2025

Mentre il Green Deal europeo alza l’asticella degli obiettivi, la battaglia contro il greenwashing resta aperta. Servono istituzioni più rapide, imprese più coraggiose e cittadini più attenti. Solo così si potrà distinguere il vero cambiamento dalle false promesse verdi, e garantire che la sostenibilità diventi un fatto, non una narrazione.

Social media

News

Appalti pubblici e Green Deal: dall’Italia a Bruxelles il confronto sul futuro delle politiche europee

Appalti pubblici e Green Deal: dall’Italia a Bruxelles il confronto sul futuro delle politiche europee

Portare al centro dell’agenda europea il ruolo strategico degli appalti pubblici come leva di politica economica, ambientale e sociale. È questo l’obiettivo dell’iniziativa “Buying European and Sustainable is Good Value for Public Money”, in programma il 13 gennaio al Parlamento europeo, promossa da Fondazione Ecosistemi nell’ambito della campagna BESA – Buy European and Sustainable Act, in collaborazione con l’eurodeputato Nicola Zingaretti, capodelegazione del Gruppo S&D al Parlamento europeo. L’incontro si inserisce nel percorso “Venti di GPP, verso Compraverde 20”, che accompagna il dibattito europeo fino alla prossima edizione del Forum Compraverde Buygreen.

Università Agrarie, confronto riuscito sulla riforma: a Canale Monterano si accelera verso gli Stati Generali 2026

Università Agrarie, confronto riuscito sulla riforma: a Canale Monterano si accelera verso gli Stati Generali 2026

Una partecipazione ampia e qualificata ha segnato la tavola rotonda che il 5 dicembre ha riunito a Canale Monterano istituzioni, accademia ed enti territoriali per discutere il futuro dei domini collettivi e delle Università Agrarie. Il confronto ha evidenziato l’urgenza di aggiornare il quadro normativo – a partire dalla L. 168/2017 – e di rafforzare strumenti e governance per una gestione sostenibile ed efficace dei beni collettivi. L’incontro, accolto con forte interesse dai rappresentanti delle Università Agrarie del Lazio, conferma la necessità di un percorso condiviso verso gli Stati Generali del 2026.

Verso gli Stati Generali delle Università Agrarie: a Canale Monterano il confronto su una possibile riforma delle regole e sul futuro della governance collettiva

Verso gli Stati Generali delle Università Agrarie: a Canale Monterano il confronto su una possibile riforma delle regole e sul futuro della governance collettiva

Le Università Agrarie tornano al centro di un percorso di confronto nazionale dedicato al futuro dei beni collettivi. Il 5 dicembre 2025, a Canale Monterano, istituzioni, enti locali, mondo accademico e realtà territoriali si riuniranno per discutere la revisione delle leggi costitutive, il rafforzamento della governance e il ruolo delle comunità nella gestione sostenibile del patrimonio agro-silvo-pastorale.
L’incontro, parte del programma “Venti di GPP, verso Compraverde +20”, rappresenta una tappa cruciale verso gli Stati Generali del 2026.