Per anni gli appalti pubblici sono stati considerati soprattutto uno strumento amministrativo: acquistare beni, servizi o lavori al miglior rapporto tra costi e qualità. Oggi, però, il procurement pubblico si confronta con una domanda molto più ampia: cosa c’è dietro ciò che acquistano le pubbliche amministrazioni?
Dalle condizioni di lavoro nelle filiere globali alla tutela dei diritti fondamentali, fino ai temi legati a inclusione sociale, legalità e trasparenza, cresce l’attenzione verso l’impatto sociale degli acquisti pubblici. Il tema è diventato ancora più centrale alla luce delle nuove politiche europee sulla sostenibilità delle supply chain e sulla responsabilità delle imprese. La sostenibilità non riguarda più soltanto gli aspetti ambientali, ma anche la capacità di garantire standard sociali ed etici lungo l’intera catena di fornitura.
In questo contesto, il Green Public Procurement evolve progressivamente verso una dimensione più ampia di procurement responsabile, in cui le amministrazioni pubbliche possono incidere concretamente sulle condizioni di produzione, sulle dinamiche di mercato e sulla tutela delle persone. Non si tratta solo di conformità normativa. La questione riguarda il ruolo stesso della domanda pubblica come leva capace di orientare il mercato verso modelli più equi, trasparenti e inclusivi.
È su queste sfide che si concentrerà la tavola rotonda “Compra la cosa giusta: gli appalti che tutelano le persone”, in programma nell’ambito del Forum Compraverde Buygreen 2026. L’incontro metterà a confronto esperienze nazionali e internazionali per approfondire strumenti, pratiche e modelli di integrazione dei criteri sociali negli appalti pubblici: dalla mappatura dei rischi nelle catene di fornitura alla due diligence, fino al ruolo delle organizzazioni specializzate e delle ONG nei sistemi di verifica e controllo.
Il convegno si terrà nell’ambito del Forum Compraverde Buygreen 2026, in programma a Roma il 27 e 28 maggio.
Per partecipare: https://www.forumcompraverde.it/partecipanti/




