Gli acquisti verdi

Cosa è il green public procurement
Gli acquisti pubblici verdi (Green Public Procurement –GPP) sono l’ approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i requisiti ambientali in tutte le fasi del loro processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita.Di fatto, quando un’amministrazione pubblica acquista verde, adotta delle scelte di consumo consapevoli, ovvero utilizza il proprio potere di acquisto per influenzare il mercato ed attivare così quel processo di cambiamento dei modi di produzione e consumo che è condizione necessaria ed irrinunciabile per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Acquistare verde significa quindi privilegiare l’acquisto di beni e servizi che garantiscono:
-  la riduzione del prelievo di risorse naturali;
-  la riduzione della produzione di rifiuti;
-  l’aumento dell’utilizzo di materie prime e fonti di energia rinnovabili;
-  la riduzione delle emissioni in aria, acqua, suolo;
-  l’eliminazione di sostanze chimiche e pericolose;
-  una durata di vita maggiore dei beni;
-  la promozione della filiera del riciclo.

Le opportunità per gli enti locali
L’adozione del GPP offre agli enti locali una serie di opportunità che non possono essere sottovalutate: - l’adozione sistematica dei criteri ambientali nelle procedure d’acquisto porta ad una razionalizzazione della spesa. L’acquisizione di beni e servizi ad impatto ambientale ridotto (che pure possono avere un prezzo di mercato più elevato rispetto a beni e servizi con impatto ambientale maggiore) porta a risparmiare sui costi di uso, manutenzione e smaltimento;
- il GPP è uno strumento di politica ambientale trasversale, che coinvolge più settori dell’ente nella sua attuazione e che può essere utilizzato per il raggiungimento di obiettivi di politica ambientale già prefissati nell’ambito di piani e programmi dell’ente;
- attraverso il GPP gli enti locali possono offrire un modello di buon comportamento a cittadini ed imprese attuando interventi visibili facilmente e nell’immediato;
- il GPP costituisce un ulteriore strumento per affrontare tematiche ambientali come l’inquinamento dell’aria, il contributo locale ai cambiamenti climatici, la produzione dei rifiuti e il suo inserimento non richiede l’adozione di pratiche estranee all’ente, ma solo un’azione preliminare di informazione e formazione;
- attraverso il GPP un ente locale può animare e stimolare la produzione locale, promuovendo la cultura ambientale e le tecnologie e soluzioni ad impatto ambientale ridotto che le imprese possono trasformare in elemento di competitività.

La convenienza per le imprese
Il mercato per i prodotti e servizi ad impatto ambientale ridotto è in espansione grazie alle leve politiche, normative ed anche di mercato, dato il numero crescente di consumatori “attenti”. Le imprese che forniscono beni e servizi alla PA hanno di fronte una grande occasione da cogliere: consolidare ed ampliare la loro offerta di prodotti e servizi ad impatto ambientale ridotto oppure adeguarsi a standard di protezione ambientale più elevata per sfruttare nuovi fattori di competitività e posizionarsi come leader nell’ambito di nuovi mercati “verdi”.
Inoltre le imprese stesse possono operare in termini di revisione ambientale degli acquisti al fine di sfruttare ulteriori opportunità di innovazione di processo e di organizzazione e favorire un maggiore dinamismo sia nelle proprie scelte d’acquisto che nella competitività tra i propri fornitori. Nel caso di organizzazioni private, gli acquisti verdi influenzano necessariamente tutta la struttura della filiera dei fornitori, che devono essere rivalutati sulla base delle prestazioni ambientali che sono in grado di fornire/garantire. Questo può rappresentare elemento di innovazione ed apertura di nuove opportunità sia se visto anche in chiave di rapporti con il territorio e con le comunità locali, sia se visto come accesso a nuove opportunità di mercato e partenariato aziendale. A sua volta una filiera “green” può divenire elemento di garanzia dell’offerta che viene presentata all’esterno.

Il GPP nelle politiche comunitarie
Il ruolo del GPP come strumento capace di regolare il mercato e di promuovere la diffusione delle tecnologie ambientali è più volte ribadito dalla Commissione Europea che vi fa riferimento in una serie di documenti chiave:Sesto Programma di Azione per l’Ambiente (2001); Comunicazione sulla Politica Integrata dei Prodotti-sviluppare il ciclo di vita ambientale (2003); Strategia tematica per l’uso sostenibile delle risorse (2003); Strategia tematica per la prevenzione e il riciclo dei rifiuti (2003); Strategia tematica sull’ambiente urbano (2003); Piano d’Azione per le Tecnologie Ambientali –ETAP (2004); Primo rapporto sullo stato di attuazione dell’ETAP (2005); Politica di coerenza per lo sviluppo ((2005); Riesame della Strategia Europea in materia di sviluppo sostenibile (2006); Documento quadro per I Piani d’Azione per il Consumo e la Produzione Sostenibili e la Politica Industriale Sostenibile (2007).

 

Il Piano d’Azione Nazionale per il GPP

Con la Comunicazione 302 del 18 giugno 2003 Politica Integrata dei Prodotti-Sviluppare il concetto di ciclo di vita, la Commissione ha invitato gli Stati Membri ad elaborare appositi piani d’azione per l’integrazione delle esigenze ambientali negli appalti pubblici. In seguito, nell’ambito del Piano d’Azione per la Diffusione delle Tecnologie Ambientali del 2005 sono state diffuse delle Linee Guida per la redazione dei Piani d’Azione che prevedono la definizione di una strategia per la diffusione del GPP completa di obiettivi quantitative da raggiungere e monitorare a livello nazionale, basata sulla specifica esperienza di ciascun paese in material di GPP.Il Piano d’Azione Nazionale (PAN) per il GPP italiano, approvato con Decreto Interministeriale n.135 dell’11 aprile 2008, è stato redatto dalla Divisione Salvaguardia Ambientale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e condiviso con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e quello dello Sviluppo Economico e si identifica nel “Piano d’Azione per la Sostenibilità Ambientale dei Consumi nel Settore della Pubblica Amministrazione”, previsto dalla Legge 27 Dicembre 2006 (Finanziaria 2007), articolo 1 comma 1126.

L’ambito di attuazione
Il PAN si rivolge a tutti i soggetti pubblici nazionali e locali: amministrazioni centrali dello Stato e loro Agenzie; enti pubblici territoriali (Regioni, Province, Comuni, Città Metropolitane, Comunità Montane); ASL e aziende ospedaliere; Enti Parco Nazionali e Regionali; Centrali di Committenza (Consip ed eventuali centrali regionali); Università, enti di ricerca e scuole; Enti, società e imprese che offrono servizi di trasporto pubblico locale.Gli obiettivi ambientali che si vogliono perseguire attraverso la riconversione degli acquisti in senso ecologico sono:
Efficienza e risparmio nell’uso delle risorse, in particolare dell’ energia e conseguente riduzione di CO2 ; Riduzione dell’uso di sostanze pericolose o inquinanti; Riduzione quantitativa dei rifiuti prodotti.Sono in corso di definizione i criteri ambientali minimi da inserire nelle procedure d’appalto per: arredi, edilizia, gestione dei rifiuti, servizi urbani e al territorio (gestione del verde pubblico, arredo urbano), servizi energetici, attrezzature elettriche ed elettroniche, prodotti tessili e calzature, cancelleria (carta e materiali di consumo), ristorazione (servizio mensa e fornitura alimenti), servizi di gestione e manutenzione degli edifici, trasporti pubblici e mezzi di trasporto.

A cura di Ecosistemi

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