:: CompraVerde-BuyGreen - Forum Internazionale degli Acquisti Verdi :: Fiera di Cremona 9-10 ottobre 2008
 

















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I termini riportati in questo glossario sono suddivisi in ordine alfabetico.
(a cura di Ecosistemi)




AALBORG COMMITTMENTS (CARTA DI IMPEGNI DI AALBORG)

La Carta di Impegni ( Aalborg Committments è un documento, redatto nel corso della conferenza Aalborg + 10-ispirare il futuro ( a cui erano presenti 118 Autorità Locali europee, 37 Amministrazioni pubbliche italiane), che individua temi e concreti obiettivi di sostenibilità e conseguenti azioni (strumenti) a livello locale che permettano di trovare le priorità più adeguate alla situazione e alle esigenze locali, tenendo in opportuna considerazione l’impatto globale.
I temi della Carta di Impegni di Aalborg sono i seguenti dieci:
1) Governance (rafforzare i nostri processi decisionali tramite una migliore democrazia partecipatoria) .
2) Gestione locale per la sostenibilità (mettere in atto cicli di gestione efficienti, dalla loro formulazione alla loro implementazione e valutazione)
3) Risorse naturali comuni (assumerci la piena responsabilità per la protezione, la conservazione e la disponibilità per tutti delle risorse naturali comuni)
4) Consumo responsabile e stili di vita (adottare e incentivare un uso prudente ed efficiente delle risorse, incoraggiando un consumo e una produzione sostenibili)
5) Pianificazione e progettazione urbana (svolgere un ruolo strategico nella pianificazione e progettazione urbane)
6) Migliore mobilità, meno traffico (riconoscere l’interdipendenza di trasporti, salute e ambiente e impegno a promuovere scelte di mobilità sostenibili)
7) Azione locale per la salute (proteggere e promuovere la salute ed il benessere dei nostri cittadini)
8) Economia locale sostenibile (creare ed assicurare una vivace economia locale, che promuova l’occupazione senza danneggiare l’ambiente)
9) Equità e giustizia sociale (costruire comunità solidali e aperte a tutti)
10) Da una politica locale ad una politica globale (farsi carico delle responsabilità per conseguire pace, giustizia, equità, sviluppo sostenibile e protezione del clima per tutto il pianeta).
L’area tematica che prevede il Green Public Procurement è l’Area 4, i cui sottotemi sono:
- Prevenire e ridurre la produzione dei rifiuti e incrementare il riuso e il riciclaggio;
- Gestire e trattare i rifiuti secondo le migliori prassi standard;
- Evitare i consumi superflui e migliorare l’efficienza energetica;
- Ricorrere a procedure di appalto sostenibili;
- Promuovere attivamente una produzione e un consumo sostenibili, con particolare riferimento a prodotti eco-certificati e del commercio equo e solidale.

AGENDA 21
E' il principale documento sottoscritto alla Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente e lo Sviluppo (UNCED), tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992; il documento, di 800 pagine, sintetizza le azioni specifiche e le strategie che i 183 paesi firmatari s'impegnano ad attuare per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Agenda 21 letteralmente significa "le azioni da promuovere e realizzare nel 21°secolo". Il documento Agenda 21 affronta temi che vanno dalla demografia al commercio, dal trasferimento delle tecnologie alle istituzioni internazionali, dallo sviluppo rurale alla protezione degli oceani ecc indicando per ciascuno di loro linee d'azione che, sebbene non vincolanti sul piano legale, riflettono il consenso sostanziale dei partecipanti al Summit di Rio. Tale consenso va verso un modello di "sviluppo sostenibile" più attento alla qualità della vita e capace di mantenere un equilibrio stabile fra l’uomo e l’ecosistema, il cui patrimonio di risorse naturali e biologiche deve essere preservato per il bene delle future generazioni.

AGENDA 21 LOCALE
Un Agenda Locale può essere descritta come uno sforzo comune, all’interno di un territorio, per raggiungere il massimo del consenso tra tutti gli attori sociali riguardo la definizione e l’attuazione di un piano di azione ambientale che guardi al XXI° secolo. Il concetto di Agenda 21 Locale si riferisce dunque sia al processo di definizione degli obiettivi ambientali che al processo di costruzione delle condizioni per metterli in pratica: consenso, interesse, sinergie, risorse umane e finanziarie. Un’Agenda 21 Locale deve quindi definire la propria filosofia di fondo, le strategie, gli obiettivi, gli strumenti, le azioni, i criteri e i metodi di valutazione dei risultati. Nello stesso tempo l’Agenda 21 Locale deve essere un processo partecipativo e democratico che coinvolga tutti i settori nella sua definizione e attuazione.
In sintesi si può dire che i principali elementi o fasi che costituiscono il processo di costruzione dell’Agenda 21 Locale sono:
- l'attivazione del Forum: tutti gli interessi e i poteri coinvolti a livello locale vengono coordinati all’interno di un Forum che ha il compito di orientare il processo di elaborazione dell'Agenda 21 e di monitorarne l'applicazione;
- la consultazione permanente: l’avvio di un processo di consultazione della comunità locale allo scopo di individuarne i bisogni, di definire le risorse che ogni parte può mettere in gioco, di individuare i potenziali conflitti da gestire tra interessi diversi;
- l’Audit urbano e la redazione del Rapporto sullo Stato dell’Ambiente: la raccolta di tutti i dati di base sull’ambiente fisico, sociale ed economico. Un vero e proprio Audit urbano che serva a costruire, attraverso indicatori ambientali, il Rapporto sullo stato dell’ambiente su cui si svilupperà la discussione per la redazione dell’Agenda 21 Locale. Anche questa fase va verificata e costruita con il contributo del Forum;
- i Target: la definizione di obiettivi, quanto più concreti o addirittura quantificabili, da associare a precise scadenze temporali;
- il Piano di Azione Ambientale: il programma di azioni concrete necessarie per raggiungere gli obiettivi adottati, complete della definizione degli “attori” che saranno responsabili per la loro attuazione, delle risorse finanziarie, degli strumenti di supporto;
- il Reporting: il mantenimento di procedure di controllo permanente sull’attuazione e sull’efficacia del Piano di azione. La redazione periodica di rapporti che individuino i miglioramenti e i peggioramenti della situazione ambientale e che servano a suggerire eventuali aggiustamenti del Piano di azione.

AGRICOLTURA BIOLOGICA
Modalità di produzione basata sull'adozione di tecniche di coltivazione e di allevamento a basso impatto ambientale. I prodotti che si ottengono sono sani, ad alto valore nutrizionale ed esenti da contaminazione, provenienti da aziende polifunzionali ed ottenuti cercando di ridurre al minimo l'utilizzo di energie ausiliarie, se non quelle previste dal Reg. CEE 2092/91

ANALISI AMBIENTALE INIZIALE
E’ il primo passo per la valutazione, il controllo e miglioramento delle performance ambientali di una organizzazione, ed è uno strumento di analisi che consente di identificare i fattori di impatto associati alle attività produttive e/o di servizio ed orientare la conseguente scelta di strumenti di valutazione più approfonditi.

ANALISI DELL’INVENTARIO (LCA)
Questa fase identifica e quantifica i dati provenienti dall'ambiente che entrano nel sistema di prodotto, e le emissioni e i rifiuti solidi che il sistema scarica nell'ambiente. L'analisi calcola l'ammontare in dettaglio dei materiali e il bilancio energetico relativo a tutto il sistema identificato nella fase precedente. Il risultato dell'analisi è una Tabella dell'Inventario che mostra tutti gli usi delle risorse le emissioni associate all'Unità Funzionale, comprese, ad esempio, tutte le sostanze e i composti chimici utilizzati. I dati raccolti sono distinti in 3 categorie:
- Dati Primari (provenienti da rilevamenti diretti)
- Dati Secondari ( ricavati dalla Letteratura come data base e da altri studi) - Dati Terziari (provenienti da stime e da valori medi).

ANIDRIDE CARBONICA (CO2)
L’anidride carbonica è un gas incolore, inodore e insapore, più pesante dell’aria, che si forma in tutti i processi di combustione, respirazione, decomposizione di materiale organico, per ossidazione totale del carbonio. E’ indispensabile alla vita vegetale (Fotosintesi clorofilliana) ed è praticamente inerte. La CO2 è trasparente alla luce solare, ma assorbe le radiazioni infrarosse emesse dalla superficie terrestre, determinando il cosiddetto "effetto serra". Variazioni di concentrazione di anidride carbonica in atmosfera, dovute a varie attività antropiche (combustione, deforestazione), determinano nel tempo (anidride solforosa).

ANIDRIDE SOLFOROSA (SO2)
Gas presente nelle emissioni provenienti dall’uso di combustibili contenenti zolfo, usualmente derivati dal petrolio o dal carbone. Gran parte dei processi di raffinazione del petrolio è finalizzata alla riduzione del contenuto di zolfo nei combustibili. Elevate concentrazioni di SO2 in aria possono determinare le cosiddette “piogge acide” che provocano danni alle foreste, come ad esempio in quelle del centro e nord Europa.

ASPETTO AMBIENTALE (nel sistema di gestione ambientale)
Elemento delle attività, prodotti o servizi di una organizzazione che può interagire con l’ambiente Nella norma ISO 140001 l’organizzazione deve stabilire e mantenere una procedura per individuare gli aspetti ambientali che può tenere sotto controllo

ASPETTO AMBIENTALE INDIRETTO (nel sistema di gestione ambientale) Aspetti ambientali sui quali l’organizzazione non ha un controllo oppure che si verificano lontano dall’organizzazione

AUDIT AMBIENTALE
Per audit si intende l’insieme delle attività svolte secondo apposita procedura, che consente una valutazione sistematica, documentata, periodica e obiettiva dell’efficienza dell’organizzazione e del sistema di gestione della sicurezza e dell’ambiente, anche mediante la verifica della corretta attuazione delle politiche e delle procedure operative aziendali, la verifica del raggiungimento degli obiettivi fissati e l’individuazione di eventuali azioni correttive. Audit ambientali o di sicurezza possono essere svolte sia da verificatori interni all’azienda, sia da esterni, quali società di consulenza accreditate per il rilascio della certificazione o da verificatori accreditati dall’Unione europea.

AUDITOR
Individuo o gruppo di lavoro, appartenente al personale dell’impresa o esterno ad essa, che opera per conto della direzione generale dell’impresa, in possesso individualmente o collettivamente, delle competenze riportate nell’allegato II del regolamento comunitario EMAS, punto C o delle qualifiche richieste dai vari istituti di certificazione delle norme ISO. Vedi anche verificatore ambientale

AUTODICHIARAZIONI AMBIENTALI (ETICHETTE DI TIPO II)
Le etichette di Tipo II sono etichette ecologiche che riportano auto-dichiarazioni ambientali da parte di produttori, importatori o distributori di prodotti, senza che vi sia l’intervento di un organismo indipendente di certificazione. Si tratta di etichette private, che fanno capo a ONG, gruppi industriali o associazioni di soggetti interessati ad una specifica attività. Tra queste vi sono le etichette relative ai sistemi di certificazione forestale, come il sistema FSC (Forest Stewardship Council – Consiglio di gestione forestale) o il sistema PEFC (Pan European Forest Certification – Certificazione forestale paneuropea), le etichette biologiche come il sistema IFOAM, o le etichette multicriterio come l’etichetta svedese “Bra miljoval”. In base alla loro accessibilità e al modo in cui vengono adottati, questi sistemi di etichettatura possono o meno conformarsi alle linee guida relative alle pertinenti etichette ambientali per gli appalti pubblici come indicato sopra.

AUTORIZZAZIONE AMBIENTALE INTEGRATA
Provvedimento che autorizza l'esercizio di un impianto o di parte di esso, a condizione che venga garantita la conformità dell’impianto ai requisiti richiamati dallo stesso provvedimento. Un'autorizzazione integrata ambientale ha efficacia per uno o più impianti o parti di essi, purché localizzati sullo stesso sito e gestiti dal medesimo gestore.

BEST AVAILABLE TECHNOLOGY (BAT)
La più efficiente ed avanzata tecnologia, industrialmente disponibile ed applicabile in condizioni tecnicamente valide, in grado di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso. E’ interessante notare come, nella Direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrata dell’inquinamento, rientrino in questa definizione anche le modalità di progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e dismissione di un impianto. L’applicazione della migliore tecnologia disponibile per la riduzione e l’abbattimento dell’inquinamento generato dall’esercizio di un impianto è la base sulla quale il legislatore fissa i valori limite di emissione degli inquinanti.

BIOFILTRO
Sistema di filtraggio di liquidi o di gas, che sfrutta l’attività di microrganismi immobilizzati su una struttura di supporto.

BIOGAS
Formazione di gas, per fermentazione anaerobica in presenza di microrganismi (batteri acidogeni, batteri acetogeni e metanobatteri) di rifiuti industriali e agricoli o fanghi dei trattamenti delle acque urbane, il metano contenuto nel biogas può essere utilizzato per la produzione di energia.

BIOLOGICAL OXYGEN DEMAND (BOD)
Indica il contenuto di sostanza organica biodegradabile, presente negli scarichi idrici, espresso in termini di quantità di ossigeno necessario alla degradazione da parte di microrganismi in un test della durata di cinque giorni. Il parametro rappresenta un indicatore del potenziale di riduzione dell’ossigeno disciolto nei corpi idrici ricettori degli scarichi con possibili effetti ambientali negativi.

BOD 5
Domanda Biochimica di Ossigeno; pari alla quantità di ossigeno necessaria ai batteri per ossidare in 5 giorni e alla temperatura di 20° C. le sostanze organiche presenti nell'acqua.

BS 7750
Lo standard BS 7750 venne emanato dalla British Standard Institution nel 1992. Contiene una specifica per l’adozione di un sistema di gestione ambientale che assicuri e documenti la conformità delle azioni aziendali a politiche e obiettivi ambientali definiti.Lo standard BS 7750 ha costituito la traccia per la emanazione successiva (1993) del Regolamento EMAS ed è oggi sostituito dalle norme della serie ISO 14000.

BUCO DELL’OZONO
Diminuzione della concentrazione di ozono nello strato superiore dell’atmosfera. Tale strato protegge la Terra dalle radiazioni solari nocive.

CAMBIAMENTI CLIMATICI
Qualsiasi cambiamento di clima attribuito direttamente o indirettamente ad attività umane, il quale altera la composizione dell'atmosfera mondiale e si aggiunge alla variabilità naturale del clima osservata in periodi di tempo comparabili.

CATEGORIE DI INTERVENTO DEL PAN GPP
Sono state individuate 11 categorie rientranti nei settori prioritari di intervento per il GPP:
a) arredi
b) edilizia (edifici, strate)
c) gestione dei rifiuti
d) servizi urbani e al territorio (gestione verde pubblico, arredo urbano)
e) servizi energetici (illuminazione, riscaldamento, raffrescamento, segnaletica)
f) elettronica
g) prodotti tessile e calzature
h) cancelleria
i) ristorazione (servizio mensa e fornitura alimenti)
j) servizi di gestione degli edifici (pulizia e materiali per l’igiene)
k) trasporti

CEPA
Le attività e le spese per la “protezione dell’ambiente” oggetto del conto EPEA sono classificate secondo la classificazione internazionale CEPA 2000 (Classification of Environmental Protection Activities and expenditure). Adottata come standard di riferimento dalle Nazioni unite, l’OCSE, l’Unione europea, il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale, la CEPA è anche recepita nell’ambito della più ampia classificazione delle funzioni della pubblica amministrazione COFOG (Classification Of Functions Of Government)1, adottata nell’ambito del regolamento comunitario sul Sistema europeo dei conti SEC95. A livello nazionale inoltre, da alcuni anni, a seguito della riforma del bilancio dello Stato (L. 94/1997), la COFOG è recepita nell’ambito del Rendiconto Generale dell’Amministrazione dello Stato ai fini della classificazione dei capitoli di spesa per funzione-obiettivo. L’elenco completo delle voci della CEPA2000 (1, 2 e 3 digit) è riportato nel successivo Prospetto 3.
Per la descrizione del contenuto di ciascuna voce si rinvia a:
- Eurostat (2002), “SERIEE Environmental Protection Expenditure Accounts - Compilation guide”, Luxembourg;
- Istat - Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (2007), “Il calcolo della spesa pubblica per la protezione dell’ambiente. Linee guida per riclassificare i rendiconti delle amministrazioni pubbliche”, Istat, Collana Metodi e Norme n. 33/2006.
Clicca qui per visualizzare la classificazione CEPA2000

CERTIFICATI BIANCHI
I Titoli di Efficienza Energetica (TEE), denominati anche “Certificati Bianchi”, rappresentano il meccanismo di incentivazione del risparmio energetico entrato in vigore dal 1 gennaio 2005. I Certificati Bianchi sono una risposta efficace agli impegni che l’Italia ha assunto con la ratifica del protocollo di Kyoto: essi sono associati ad un programma che porterà ad un incremento dell’efficienza energetica negli usi finali. I Certificati Bianchi sono emessi dal Gestore del Mercato Elettrico a favore dei soggetti, obbligati o volontari, che hanno conseguito i risparmi energetici previsti, quali le ESCO (Energy Service Company) e i principali distributori di energia elettrica e gas. L’emissione dei titoli è certificata dall’AEEG, che controlla e verifica la realizzazione dei progetti in conformità con regole e decreti definiti dall’Autorità stessa. La compravendita dei TEE avviene tramite accordi bilaterali o sulla piattaforma organizzata dal GME

CERTIFICATI VERDI
A partire dal 2002, secondo quanto previsto dal D.M. 79/99, produttori ed importatori hanno l'obbligo di immettere una quota di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili pari al 2% dell'energia convenzionale prodotta o importata nel 2001. In tale quadro si inserisce il cosiddetto \mercato dei certificati verdi", in cui la domanda sarà definita dalla quota (2%) di energia soggetta ad obbligo, mentre l'offerta sarà determinata dai Certificati Verdi emessi da centrali a fonti rinnovabili.

CERTIFICAZIONE AMBIENTALE
Al fine di migliorare la gestione operativa delle attività che possono avere un negativo impatto sull’ambiente, molte imprese industriali hanno iniziato a sottoporsi alla verifica di certificatori esterni (società di consulenza specializzate con esperienza primaria nel campo dell’analisi finanziaria e di bilancio). In caso tale verifica vada a buon fine (non abbia cioè riscontrato significative anomalie nel Sistema di Gestione Ambientale degli impianti o superamento dei valori-limite alle emissioni prescritte dalla normativa ambientale in vigore), viene rilasciata una certificazione ambientale che si rifà allo standard volontario prescelto (BS 7750, ISO 14000). Alcune società di consulenza si stanno orientando ad operare anche nell’ambito del Regolamento EMAS, che prevede l’accreditamento di verificatori a livello comunitario. La certificazione ambientale può essere rilasciata oltre che per un Sistema di Gestione (a livello di sito o d’impresa) anche per un Rapporto Ambientale. In quest’ultimo caso viene verificata la correttezza della metodologia impiegata nella raccolta, elaborazione e rappresentazione dei dati e vengono di solito effettuate verifiche a campione sulle attività oggetto del Rapporto.

CHEMICAL OXYGEN DEMAND (COD)
Il COD misura la quantità di ossigeno utilizzata per l’ossidazione (ossidoriduzione) di sostanze organiche e inorganiche contenute in un campione d’acqua a seguito di trattamento con composti a forte potere ossidante. Questo parametro, come il BOD viene principalmente usato per la stima del contenuto organico e quindi del potenziale livello di inquinamento delle acque naturali e di scarico. Un alto valore di COD di uno scarico comporta una riduzione dell’ossigeno disciolto nel corpo idrico ricettore e quindi una riduzione della capacità di autodepurazione e di sostenere forme di vita.

CICLO DI VITA
Ciclo di vita ecologico di un prodotto, che comprende tutte le fasi da quella di estrazione delle materie prime a quella di smaltimento finale del prodotto-rifiuto

CLOROFLUOROCARBURI (CFC)
I CFC (clorofluorocarburi) sono derivati alogenati degli idrocarburi: non sono tossici, ma sono gas-serra 10-20.000 volte più efficaci dell’anidridide carbonica e per il fatto di essere chimicamente inerti, raggiungono lo strato di ozono,, nella stratosfera, dove il cloro in essi contenuto si libera e decompone l’ozono con una reazione ciclica, provocando una riduzione dello schermo che protegge la vita terrestre dai raggi ultravioletti (buco dell’ozono). La loro produzione e il loro consumo (ad esempio nelle bombolette spray, nei frigoriferi o nelle plastiche espanse) sono stati di recente fortemente ridotti attraverso l’applicazione della Convenzione di Vienna del 1985 e gli accordi di Montreal del 1987.

COMBUSTIBILI FOSSILI
Sostanze derivanti da resti vegetali e animali che hanno subito nel corso degli anni un processo di trasformazione per azione dell’energia solare. Il carbone, il petrolio, il metano e i vari prodotti derivati dal petrolio, ad esempio gasolio, benzine, GPL, cherosene, sono combustibili fossili.

COMITATO DI GESTIONE DEL PAN GPP
Affinché siano garantite l’operatività e il confronto più ampio possibile sulle attività del PAN, è prevista l’istituzione di un Comitato di Gestione con funzioni di coordinamento operativo e di un Tavolo di lavoro Permanente con la partecipazione dei soggetti interessati. Il Comitato di Gestione, nominato con apposito decreto, è composto dai rappresentanti del Ministero dell’Ambiente, che ne è il coordinatore, dei Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Economia e Finanze, delle Regioni, con il supporto di strutture tecniche di riferimento costituite da CONSIP, ENEA, APAT e il sistema delle agenzie ambientali ARPA. I compiti del Comitato di Gestione sono i seguenti:
- programmazione delle attività di definizione dei criteri ambientali minimi;
- formulazione di proposte per ottimizzare le azioni individuate dal PAN e per favorire il raggiungimento degli obiettivi ivi previsti (comunicazione, divulgazione, formazione ecc.);
- individuazione di soluzioni nel caso si presentino criticità in sede attuativa; - formulazione di proposte per la realizzazione del monitoraggio ed eventuale revisione degli obiettivi nazionali alla luce dei risultati del monitoraggio;
- individuazione di incentivi esistenti e proposta di nuovi;
- formulazione di proposte di integrazione del PAN;
- promozione di attività di divulgazione e formazione sul PAN;
- formulazione di proposte di studio e approfondimento: LCA, utilizzo di etichette ambientali di filiera ecc.

COMPOSTAGGIO
Biotecnologia per il trattamento di rifiuti organici di diversa provenienza e natura, basata su un processo ossidativo, operato da consorzi di microrganismi aerobici. Il compost ottenuto, se di qualità adeguata, può essere utilizzato come ammendante in agricoltura.

COMPOSTI ORGANICI VOLATILI (COV)
I COV sono tutte le sostanze organiche di origine naturale o antropica che si trovano nell’aria allo stato di vapore o di gas. Esempi di COV sono le resine vegetali (il profumo di pino), il GPL (Gas di Petrolio Liquefatto) che sfugge da una bombola, gli incombusti nei gas di scarico dei motori, i vapori di benzina che si sviluppano dagli sfiati dei serbatoi, i solventi organici. Oltre ad essere in qualche caso pericolosi (ad esempio formaldeide, benzene, ecc.) concorrono alla produzione dello smog fotochimico attraverso una complessa cinetica che coinvolge gli ossidi di azoto e porta alla formazione di perossidi organici molto aggressivi e di ozono.

CONTABILITA’ AMBIENTALE
La contabilità ambientale si occupa di svariate tematiche, tutte riguardanti in qualche modo l’interazione economia-ambiente: in termini molto generali si può affermare che le “tematiche” di interesse della contabilità ambientale sono principalmente quelle elencate nella successiva figura, nella quale per ciascuna tematica viene indicato, con riferimento ai concetti della contabilità nazionale, se si tratta di un concetto di stock o di flusso.

Tematica Principali fenomeni rientranti nella tematica Tipo di concetto: stock/flusso
Patrimonio naturale

Consistenza dello stock quantitativo delle varie risorse naturali (foreste, acque interne, risorse del sottosuolo, risorse animali, ecc.)

Stato di salute delle varie risorse naturali e dei diversi media ambientali (qualità delle foreste, delle acque, dell’aria, ecc.)
Stock

(dati riferiti ad un istante di tempo)
Uso e deterioramento
del patrimonio naturale
Quantitativi delle diverse risorse naturali prelevati dall’uomo Emissioni di sostanze inquinanti (emissioni atmosferiche, acque reflue, rifiuti, ecc.) Fenomeni di degrado e modifica della qualità dell’ambiente Flusso (dati riferiti ad un intervallo di tempo
Spese difensive ambientali

Interventi di prevenzione e riduzione di fenomeni di uso delle risorse naturali e di inquinamento e degrado; Interventi di ripristino di situazioni ambientali deteriorate per l’eccessivo uso delle risorse e/o per l’eccessivo inquinamento e degrado

Flusso (dati riferiti ad un intervallo di tempo)

Nell’ambito della contabilità ambientale si individuano diversi strumenti statistico-contabili – ossia diverse tipologie di conti satellite e di sistemi di indicatori – attraverso i quali si descrivono vari aspetti e tematiche che afferiscono alla sfera delle interazioni tra economia e ambiente (pressioni generate dalle diverse attività economiche, spese ambientali sostenute dai diversi settori istituzionali dell’economia, ecc.).

La combinazione di tematiche e strumenti permette di definire sistemi di contabilità ambientale più o meno completi e integrati con il nucleo centrale della contabilità nazionale.

tematiche di interesse Principali strumenti statistico-contabili
1. Transazioni economiche connesse all’ambiente (disaggregazione e riorganizzazione dei conti economici nazionali) 1.1. Indicatori di risposta del sistema economico ai problemi ambientali 1.2. Conti satellite delle informazioni economiche sull’ambiente ottenuti per disaggregazione delle tavole dei conti economici
1.3. Conti satellite basati su schemi ad hoc (SERIEE)
2. Interazioni tra economia e ambiente in termini di flussi fisici – aspetti quantitativi 2.1. Indicatori settoriali di pressione ambientale 2.2. Bilanci di materia e/o di energia 2.3. Tavole input/output in termini fisici 2.4. Matrici di conti economici nazionali integrati con conti ambientali (NAMEA)
3. Stock di risorse naturali presenti nell’ambiente – aspetti quantitativi 3.1. Bilanci fisici delle risorse naturali
4. Flussi e stock di risorse naturali – aspetti qualitativi

4.1. Indicatori di stato o di cambiamento di stato dell’ambiente a seguito delle pressioni e delle risposte del sistema economico

5. Interazione fra economia e ambiente, inclusi aspetti ecologici e socio-culturali 5.1. Indicatori di stato o di cambiamento di stato dell’ambiente a seguito delle pressioni e delle risposte del sistema economico
5.2. Bilanci fisici delle risorse naturali, con disaggregazione territoriale
5.3. Descrizione di ecosistemi attraverso conti di ecozone, identificate rispetto a classi di qualità
6. Danno all’ambiente conseguente all’uso quantitativo e qualitativo dell’ambiente naturale – valutazione monetaria 6.1. Valutazioni di mercato per le attività non finanziarie (SNA 93) 6.2. Stime dei costi di mantenimento della disponibilità e delle condizioni attuali delle risorse naturali 6.3. Stime basate sul metodo della valutazione contingente 6.4. Modelli e indicatori basati sull’integrazione delle transazioni monetarie, dei flussi fisici e dei bilanci delle risorse naturali

CONTENUTO ENERGETICO
Esprime il valore di una merce nell’energia necessaria per produrla lungo il suo ciclo di vita: dalla fase dell’estrazione delle materie prime a quella finale di trasformazione in rifiuti. La sua valutazione può essere utilizzata per confrontare tra loro prodotti con prestazioni analoghe e può essere utile alla definizione di strategie per orientare il consumo verso prodotti a basso contenuto di energia

CONTO SATELLITE
Conti così denominati in quanto vengono sviluppati “a latere” rispetto al nucleo centrale rappresentato dalla contabilità nazionale, per non appesantire il compito degli istituti di statistica di quei paesi che non sono ancora in grado di produrre determinate tipologie di informazione statistica. In altre parole si evita di rendere obbligatoria la compilazione di conti che potrebbero mettere in difficoltà un certo numero di paesi, rinviando questa possibilità ad un momento successivo, quando le applicazioni saranno divenute più mature e diffuse . Il SNA93 individua due tipologie di conti satellite: o Conti orientati all’analisi di una particolare funzione del sistema economico non già esplicitamente descritta come tale nei conti economici nazionali (es.: istruzione; turismo; protezione dell’ambiente; ecc.). o Conti satellite orientati alla rappresentazione di concetti nuovi e/o alternativi rispetto a quelli già rappresentati nei conti economici nazionali (es.: conti dell’ambiente in unità fisiche o monetarie secondo il SEEA 2003 delle Nazioni Unite). Anche detti conti satellite “esterni” o “integrati”, essi comportano la registrazione di nuove informazioni e quindi l’estensione del dominio di analisi dei conti economici nazionali.

COSTI AMBIENTALI
Rappresentano tutti i costi associati alle misure adottate dall’azienda (o da terzi per suo conto) per prevenire, ridurre e/o riparare i danni causati all’ambiente dalle attività operative, ed anche tutti i costi sostenuti dall’azienda per la conservazione delle risorse rinnovabili e non rinnovabili. Riduzione del livello di benessere collettivo dovuto all’impatto di un progetto sull’ambiente. Generalmente di difficile quantificazione in quanto nasce dalla percezione privata di ciascun individuo. Il termine viene anche comunemente utilizzato per indicare semplicemente un peggioramento relativo a una o più componenti ambientali.

COSTI AMBIENTALI NASCOSTI
Costi diretti che generalmente vengono allocati a centri di costo differenti da quelli ambientali sebbene il motivo principale per il quale sono stati sostenuti sia di tipo ambientale e che vengono considerati “costi ambientali” solo dopo un processo di riclassificazione del bilancio

CRITERI AMBIENTALI MINIMI DEL PAN GPP
I criteri ambientali minimi sono le “indicazioni tecniche” del Piano d’Azione Nazionale, che consisteranno sia in considerazioni generali che in considerazioni specifiche di natura prevalentemente ambientale e, quando possibile, etico-sociale collegate alle diverse fasi delle procedure di gara (oggetto dell’appalto, specifiche tecniche, criteri premianti della modalità di aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa, condizioni di esecuzione dell’appalto) che, se recepite dalle “stazioni appaltanti”, saranno utili a classificare come “sostenibile” l’acquisto o l’affidamento. I criteri ambientali si definiscono “minimi” essendo elementi “di base” di qualificazione delle iniziative ambientalmente preferibili e la somma degli elementi tecnici atti a garantire un’adeguata risposta da parte del mercato dell’offerta.

CRUMA
Per quanto riguarda il conto RUMEA, come già ricordato non è ancora stata sviluppata in ambito internazionale una classificazione relativa alle attività di uso e gestione delle risorse naturali (CRUMA – Classification of Resource Use and Management Activities and expenditures), ossia una classificazione, analoga alla CEPA, ma incentrata questa volta sugli aspetti relativi all’uso, alla gestione e alla salvaguardia dello stock delle diverse risorse naturali. Il Prospetto offre una visione di insieme della classificazione complessiva delle spese ambientali comprensiva della CEPA2000 (voci da 1 a 9) e della CRUMA sviluppata dall’Istat (voci da 10 a16).
Clicca qui per visualizzare il prospetto



 




 
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